Codice Etico Made in Italy

Info


Marche, tra le verdi colline nasce il distretto green

18/06/2012

<p>Le rinnovabili si modellano sul profilo morbido delle colline disegnate da Tullio Pericoli. Si collegano a un&rsquo;antica vocazione locale all&rsquo;elettronica e alla ricerca. Si adattano all&rsquo;incostanza della spinta governativa verso un sistema energetico moderno trovando all&rsquo;estero spazi di compensazione. Fanno crescere i fatturati in modo anticiclico. E creano l&rsquo;intelaiatura di un distretto che comincia a prendere forma: quello dell&rsquo;energia pulita nelle Marche. E&rsquo; un distretto con attivit&agrave; estremamente differenziate (dal fotovoltaico alla domotica, dalla mobilit&agrave; elettrica all&rsquo;efficienza) e aree produttive sparse sul territorio. Per individuarne i confini conviene partire da un piccolo paese vicino a Jesi, Angeli di Rosora. Qui c&rsquo;&egrave; la leaf house, la casa foglia, creata da Enrico Loccioni: &egrave; un edificio a emissioni zero, una foresteria con sei appartamenti progettata per produrre pi&ugrave; energia di quanta ne viene consumata grazie a un impianto a pompa di calore geotermico e a sistemi solari termici e fotovoltaici. La presenza di 1.200 sensori ha consentito di monitorare ogni flusso di energia per studiare il comportamento della struttura e progettare altri miglioramenti. &laquo;Questo edificio, costruito con l&rsquo;aiuto di un panel di docenti ed esperti, &egrave; il fiore all&rsquo;occhiello della Leaf Community nata dal rapporto con il territorio e dalla voglia di fargli dare il massimo&raquo;, spiega Enrico Loccioni, che dal padre mezzadro ha ereditato l&rsquo;attaccamento <span> alla terra. &laquo;Noi ospitiamo ogni anno un gruppo di una trentina di studenti che vengono dalle scuole della zona e fanno uno stage di un anno. Quaranta sono rimasti a lavorare con noi: &egrave; pi&ugrave; del 10 per cento calcolando che il gruppo dei nostri collaboratori, con un&rsquo;et&agrave; media di 33 anni, &egrave; formato da 350 persone. E le nostre porte restano aperte&raquo;. Il gruppo Loccioni, specializzato nella misurazione dell&rsquo;inquinamento, si definisce una &ldquo;sartoria tecnologica&rdquo; per la sua capacit&agrave; di confezionare soluzioni su misura per i diversi clienti. Lo schema di lavoro &egrave; &ldquo;olivettiano&rdquo;, basato su una forte coesione sociale, sul senso di una missione da svolgere. E i fatturati sembrano premiare questa impostazione salendo nonostante la crisi: 55 milioni nel 2010, 60 nel 2011 (di cui la met&agrave; &egrave; export). Sempre a Jesi, c&rsquo;&egrave; un&rsquo;altra star del distretto: Energy Resources, 120 dipendenti, 24 brevetti internazionali e un fatturato a nove cifre. Il 2011 si &egrave; chiuso con 101 milioni, in flessione rispetto all&rsquo;anno boom del fotovoltaico (150 milioni nel 2010), ma tre volte pi&ugrave; dei proventi del 2009 (30 milioni). La societ&agrave; ha appena aperto a Jesi il primo negozio della catena Zew Store (Zero Emission Way Store). E&rsquo; una sorta di magazzino della sostenibilit&agrave; - a emissioni zero grazie all&rsquo;accoppiata tra geotermia e fotovoltaico - che offre servizi per la realizzazione di impianti ad energia rinnovabile, veicoli elettrici, prodotti per la casa come il kit per il risparmio idrico, alimenti biologici e a chilometro zero. &laquo;Abbiamo voluto creare una piattaforma per tutto il mondo della sostenibilit&agrave; &raquo;, racconta l&rsquo;amministratore delegato di Energy Resources, Enrico Cappanera, &laquo;soluzioni per alimentare la casa o l&rsquo;azienda con energia pulita e per muoversi con mezzi elettrici, ma<span id="dtx-highlighting-item"> anche </span>per informarsi e acquistare prodotti in linea con questa filosofia: l&rsquo;area Zew Food ad esempio accoglier&agrave; le eccellenze del territorio, con alimenti a filiera corta. I problemi legati al crescente costo dei carburanti e all&rsquo;inquinamento si possono risolvere e lo Zew Store &egrave; la maniera di rendere visibili le soluzioni&raquo;. Il terzo protagonista delle rinnovabili marchigiane &egrave; il gruppo Brandoni, con la Brandoni Solare che nel 2011 &egrave; arrivata a 43 milioni di euro (erano 6 nel 2010).<span id="dtx-highlighting-item"> Anche </span>questo gruppo, che fattura il 50 per cento all&rsquo;estero, ha una produzione diversificata che va dai caminetti a bioetanolo al sistema di trasmissione per mettere in rete l&rsquo;energia delle rinnovabili. I 75 dipendenti hanno un&rsquo;et&agrave; media che non supera i 30 anni. Per completare il circolo della sostenibilit&agrave; si pu&ograve; chiudere con un&rsquo;azienda che si &egrave; specializzata nelle batterie al litio pensate all&rsquo;interno delle smart grid: la Faam (93 milioni di fatturato nel 2011, 70 nel 2010). &laquo;Abbiamo appena ceduto il ramo dei veicoli elettrici a una cordata di imprenditori marchigiani per concentrare gli sforzi nel settore dell&rsquo;accumulo ad alta efficienza&raquo;, racconta Federico Vitali, il fondatore della societ&agrave;. &laquo;E&rsquo; un elemento strategico nel disegno di una citt&agrave; che va verso il modello low carbon&raquo;. </span></p> <p>Fonte: Repubblica.it</p>
Print  Send  

News

Notizie sul Codice Etico

<p>Non &egrave; pi&ugrave; pensabile che un'Impresa o un privato si debbano preoccupare di aver subito un danno, per il quale quals...
<p>La Regione Liguria ha attivato il registro del<span id="dtx-highlighting-item">le </span>imprese regionali socialmente ...
<p>Le rinnovabili si modellano sul profilo morbido delle colline disegnate da Tullio Pericoli. Si collegano a un&rsquo;antica vocazione loca...
Essere eco-turisti significa anche essere curiosi. Significa essere appassionati del fenomeno in generale: per capire dove andare a fare i turisti, e ...